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teatro musicale sul beato Luigi Monza

locandina spettacolo teatrale don luigi monza

Se vi dicessero ...
io vorrei scrivere la vita del
cristianesimo in un bel volume;
questo volume in una pagina;

questa pagina in una riga;

questa riga in una sola parola ...

noi gli risponderemmo

E' stata una sfida: mettere in scena non la vita del beato Luigi Monza; non i momenti cruciali della sua esistenza che pur lo hanno visto superare senza esitazione anche gli snodi più incerti e problematici; non le circostanze più gioiose o più sofferte dove ha dato prova di essere quel pastore che la gente si attendeva. Niente di tutto questo.
E' risuonato invece il suo messaggio, il suo stile, la sua proposta: elementi di una straordinaria attualità e calati nella realtà quotidiana della società di oggi. Dunque, una "modernità" che accompagna nel tempo. Come a dire che i valori, le realtà piu vere, i principi fondamentali non tramontano, ma si incarnano nelle condizioni di sempre utilizzando i differenti linguaggi e parlano al cuore dell'uomo in qualsiasi momento della vita.
La sfida è stata vinta anche per la formula artistica prescelta: teatro e musiche inedite hanno offerto un canale preferenziale per interessare le diverse categorie di persone presenti e numerose, sia negli spettacoli realizzati a Casarsa (Friuli, maggio 2010) sia in quello di Como (Lombardia, ottobre 2010).
Lo spettacolo, fortemente voluto e promosso dalla Diocesi di Concordia-Pordenone, si è inserito in un ampio "progetto di formazione" teso ad utilizzare il linguaggio artistico per portare i giovani a conoscere e ad approfondire importanti figure di riferimento della spiritualità cristiana.

Beato Luigi Monza: come definirlo? In molti ci hanno provato: uomo semplice, profeta della carità, parroco secondo il cuore di Dio. Ma la cornice da cui emerge questo sacerdote vissuto nella prima metà del secolo scorso (1898-1954), ha contorni sfumati. Non per mancanza di precisione o perché i fatti della sua vita sono stati scarsamente incisivi, ma perché il fondamento del suo messaggio - la carità pratica dei primi cristiani - si distende nel tempo e nelle più diverse latitudini (Italia, Africa, Brasile, Ecuador, Cina).
La sua vita non ebbe nulla di straordinario, ma non è forse l'ordinarietà dei luoghi e degli episodi il terreno fecondo per puntare in alto verso la straordinarietà di cammini che aprono alla santità?
Un uomo dal gesto cordiale e preveniente, dal parlare misurato e discreto, dal pianto nascosto e dal sorriso mai equivoco, dallo sguardo incoraggiante e fiducioso, dal passo sicuro verso una carità squisita dovunque ci fosse un bene da compiere. Giovane prete entusiasta, attento e generoso soprattutto con coloro che non contano agli occhi degli uomini ma sono i privilegiati del Regno, anticipa profeticamente i tempi e propone una forma di vita consacrata secolare: nel mondo, con i mezzi del mondo, senza cadere nella mondanità. Tutto, sempre, con un solo scopo: creare legami di fraternità interrotti da un imperante egoismo o appannati dalle tentazioni piu subdole della società.
A noi, che lo osserviamo con il desiderio di lasciarsi contagiare, consegnerebbe tre semplici parole; le stesse che regalò sul letto di morte a chi, con giusto timore, pensava alle prospettive future: . E ora i suoi occhi guardano ciò che noi non abbiamo ancora finito di vedere.

Gianna Piazza

Lo spettacolo

In una città non identificata, prototipo di una qualsiasi città moderna, Marco, un giovane musicista in crisi creativa, si interroga e riflette su alcuni concetti che coinvolgono l'umanità intera. Marco viene "costretto" ad uscire di casa dalla lettera di un caro amico che vuole incontrarlo e si ritrova così a muoversi all'interno della sua città. Ogni luogo in cui Marco arriva ha una doppia valenza, reale e simbolica, e in ogni luogo Marco si trova di fronte ad una piaga dell'umanità, ad una condizione di malessere in cui vive l'uomo ... ma ogni piaga ha la sua cura. Marco l'apprenderà passo dopo passo grazie ad un uomo misterioso (don Luigi Monza) che lo accompagna nel suo cammino, fornendogli nuovi strumenti per guardare alla quotidianità da una diversa prospettiva.
Per Marco ogni luogo, personaggio, avvenimento con cui si confronta è lo spunto per una nuova ricerca verso quelle "cure" di cui il mondo ha bisogno, ma soprattutto è l'invito e l'inizio per un cambiamento interiore, per arrivare ad essere straordinari nell'ordinario.

Lo spettacolo utilizza, oltre alla recitazione, anche i linguaggi della musica, della danza e del canto. Le musiche originali raccontano in maniera straordinaria le suggestioni dei quadri dello spettacolo, dando alle azioni sceniche quella sospensione di armonia necessaria per raggiungere il cuore dello spettatore. Il Coro e l'Orchestra dal vivo  sottolineano i passaggi salienti del viaggio di Marco nella sua città e amplificano il pensiero di don Luigi Monza; un pensiero che vuole essere  oggi vivo  e concreto nella quotidianità.

Gruppi coinvolti: Jobel Teatro e giovani della Diocesi di Concordia-Pordenone. Coro e orchestra della medesima Diocesi.

Jobel Teatro

Il Gruppo Jobel è un progetto artistico nato a Roma nel 2000 dal regista Lorenzo Cognatti. Obiettivo: costruire un mondo creativo in sé compiuto e funzionale, capace di incontrare le esigenze del mercato contemporaneo mantenendo l'incanto e il coinvolgimento della suggestione artistica. Ricerca, produzione e formazione teatrale, con un linguaggio accessibile a tutti. Il Jobel porta avanti l'idea Teatro Umanitario per la trasmissione e diffusione dei valori cristiani attraverso storie tratte dalle Sacre Scritture, biografie di Beati e Santi. Parallelamente è attivo nella ricerca sui grandi testi della letteratura italiana ed estera per mantenere viva l'antica tradizione teatrale italiana ed europea. La costante collaborazione con Congregazioni, Diocesi, Uffici Nazionali della CEI, porta il gruppo a creare ogni anno nuovi progetti di Teatro e Spiritualità. Tra le ultime opere prodotte: Genesi, rappresentato nel 2009 in occasione del Sinodo dei Vescovi con 60 artisti provenienti da tutto il mondo; Sulla Via di Emmaus, racconto di teatro musicale sulla passione e resurrezione di Gesù. Nel settore della Formazione il Gruppo dirige le Scuole Teatro Arteam per promuovere il linguaggio teatrale come strumento di crescita e confronto. La sede stabile del gruppo e il Centro Jobel, sorto nel 2003 tra le colline della Sabina, in provincia di Rieti, a circa 50 chilometri da Roma.

Riferimenti:

Jobel Teatro: gruppoarteam@libero.it

Informazioni o approfondimenti sulla spiritualità del Beato: giannapiazza@hotmail.com